Note di regia
Ho voluto ricreare la sensazione intima della persona transgender in relazione al mondo esterno; il profondo, disumanizzante contrasto tra l'autopercezione e quella che gli altri hanno di una persona il cui corpo sessuato esprime un messaggio opposto a quello identitario.
Ho messo in scena “Pietro”: uomo fisicamente tale, che il pubblico vede assolutamente come uomo; quindi ho dato corpo alle voci che dicono che così non è, che quell'uomo è in realtà una donna. In questo modo ottengo l'effetto di far partecipe lo spettatore dello smarrimento e del senso di profonda ingiustizia che opprime il protagonista. Con lo svolgersi del racconto, il pubblico comprende cosa sta accandendo, sa scindere ciò che appare – ma è falso - da ciò che non si vede – ma è vero. Ciò che diventa primario, quindi, è il senso interno del protagonista, la sua identità: forte, incorruttibile, che non si lascia ingannare neppure dalla propria fisicità. E questo al contrario di quanto accade nella vita reale dove il giudizio sulla persona trans viene dato esclusivamente in base alla sua apparenza.
“Gli altri non possono capire quanto è difficile rimanere coerente con te stesso quando hai un corpo che dice tutto il contrario di quello che sei” afferma Pietro.
Anche gli amori sono influenzati dalla dicotomia corpo/psiche. Pietro è attratto dalle donne. Anche dagli uomini. Ma le sue scelte sono necessariamente influenzate dal messaggio che intende dare all'esterno e dal bisogno di rafforzare la propria identità di genere in rapporto alle norme della società.
La scena è spoglia, minimalista. Il protagonista appare scontornato, come in un sogno, perché è un sogno infine quello che sta vivendo.
Il monologo, in cui l'attore dà voce ai principali protagonisti della vicenda, necessita di affinate capacità eclettiche. Abbiamo lavorato quindi sulla simbologia, rappresentata da un oggetto che contraddistingue i vari personaggi, e su una ricerca psicologia profonda e sempre motivata.
Il risultato è uno spettacolo che non cala mai di ritmo, che sa muovere molte corde dell'anima e che riserva diverse sorprese.
