IPOTESI DI EVOLUZIONE SESSUALE
di Davide Tolu
(su FIGHT TOGETHER! #2 a cura di Vanessa Iudica)
La sessualità umana è fondamentalmente influenzata dalla cultura. Se osserviamo i comportamenti di popolazioni poco strutturate, le cui regole sociali sono semplici e immutate da secoli e soprattutto dove la religione non considera il sesso come tabù ma anzi gli attribuisce una certa sacralità - sto pensando in particolare ad alcune regioni del centro Africa - notiamo che le relazioni sessuali sono meno appesantite da regole e convenzioni.
Tra i primati più simili all'uomo, la sessualità è libera: è espressione di conoscenza e manifestazione d'affetto. Il sesso viene coscientemente utilizzato per mitigare gli eccessi di aggressività, l'eterosessualità adulta è un comportamento sessuale atto alla procreazione ma non rappresenta l'unica espressione di sessualità.
La mia esperienza personale mi insegna questo: che il comportamento sessuale umano - posso concentrami solo su quello occidentale - è influenzato da: aspettative familiari, regole e convenzioni sociali, imprinting infantile e adolescenziale, simulazione di modelli, stereotipi legati ai concetti di identità, ruolo ed espressione di genere, credo religioso, estrazione e status sociale, livello di cultura, età, provenienza geografica. Persino il mestiere praticato fa la sua parte, inducendo la persona a un comportamento sessuale che rispecchia lo stereotipo legato alla professione esercitata. Ciò si verifica perché ci si identitifica con una categoria, si aspira a far parte di un gruppo e quindi ci si uniforma, per avere la garanzia di essere accettati.
Nei gruppi appartenenti a minoranze questa tendenza è ancora più spiccata, perché il bisogno di preservare l'identità si esplica anche attraverso specifici comportamenti sessuali.
Ma in realtà la sessualità è fluida, mutevole, segue delle fasi legate all'età e al rapporto col proprio corpo, e non ha un indirizzo univoco. L'eterosessualità è semplicemente un'esigenza delle società organizzate, non equivale alla normalità. L'omosessualità rappresenta la ribellione all'imposizione eterosessuale, ma anche qui la cristallizzazione della sessualità e il suo indirizzo univoco sono nuovamente prodotti sociali e non vere esigenze della persona: quali si verificano, certo, ma non a livello di massa. Matematicamente parlando, è più probabile che comportamenti estremi siano prerogativa di una minoranza, non di una maggioranza, come invece succede nei nostri gruppi sociali civilizzati.
L'essere umano, in quanto animale sociale, è portato ad intessere relazioni con altri esseri umani anche attraverso la sessualità quale veicolo di conoscenza reciproca. Essa non implica necessariamente un fine procreativo e può essere diretta indifferentemente verso qualsiasi altro essere umano, di qualsiasi genere sessuale.
Le regole sociali preservano e agevolano la vita di gruppo, cautelano e garantiscono il rispetto dei diritti dei singoli, sono fondamentali per l'esistenza della società stessa, ma anche per il suo controllo, e di fatto limitano la libertà personale.
Quando gli esseri umani saranno adulti abbastanza da poter fare a meno di regole imposte e mantenere ugualmente un comportamento responsabile e rispettoso della vita e delle scelte altrui, la sessualità ne risulterà più libera e meno artificialmente impostata. Concetti come etero e omosessualità, gli stessi ruoli sessuali non avranno più ragione di essere se non come libera espressione della personalità dei singoli, slegati da qualsiasi imposizione esterna.